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Reviews of Some Guy Who Kills People

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GekkoP

27Jun12

Ci sono diversi motivi, tutti superficiali, per i quali non volevo nemmeno prendere in considerazione Some Guy Who Kills People: il titolo fuorviante; la locandina fuorviante; il trailer fuorviante; la carriera del regista Jack Perez. Quando a difesa del film scende in campo Ninja Dixon, uno dei miei blog preferiti, non mi resta che raccogliere il consiglio e mettere da parte i cattivi presentimenti. Di fatto, tocca fare pubblica ammenda, perché Some Guy Who Kills People è un piccolo lungometraggio formidabile. Lasciatemi ribadire: Some Guy Who Kills People è tutto e il contrario di tutto il materiale con cui si presenta. Dimenticatevi titolo, locandina, trailer, regista, qualsiasi cosa. Non so voi, ma tutto mi aveva fatto pensare ad un banale slasher o, peggio, ad uno di quegli ibridi commedia-horror pieni di omaggi e citazioni che tanto piacciono ai nerd di oggi. In giro leggerete etichette come dark-comedy, horror-comedy e altre amenità del genere. Non fateci caso. Persino il nome di John Landis come produttore esecutivo, per chi non conosce fino in fondo Landis, potrebbe essere male interpretato.

Cuore e mente di Some Guy Who Kills People sono di Ryan Levin. Sento di non sbagliarmi quando attribuisco a lui gran parte del merito. Levin infatti è dietro alla scrittura e alla produzione del film. Dove la regia di Perez si limita al mestiere senza particolari guizzi, la sceneggiatura mantiene tutto saldamente in piedi. Some Guy Who Kills People si regge su un intreccio molto interessante. Ken Boyd è un uomo con palesi turbe psichiche, torturato da un incubo ricorrente. Nel sogno si ricorda di alcuni bulli di quartiere che lo aveva selvaggiamente picchiato. Questi delinquenti, nonostante gli anni siano passati, continuano a maltrattarlo e insultarlo ogni volta che lo incontrano per strada. È naturale quindi che Ken cerchi vendetta. Chiaramente, uno alla volta, i suoi aguzzini cadranno falciati. Allo sceriffo locale, che nel frattempo scopriamo essere l’attuale compagno della madre di Ken, il compito di far luce sugli efferati delitti. Per di più, la figlia undicenne di Ken, che la madre aveva allontanato dal padre alla nascita, incontra casualmente il papà e decide di vivere con lui. Gli omicidi sono lampi di violenza che può dar fastidio, ma passano in secondo piano di fronte alle complicate e bellissime relazioni che si sviluppano fra ogni personaggio. Negli scambi di battute, nei battibecchi, nella costruzione e nella spiegazione dei rapporti interpersonali sta tutta la bellezza di Some Guy Who Kills People.

[continua qui: http://gwailoutavern.blogspot.it/2012/06/some-guy-who-kills-people-di-jack-perez.html]

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