il giorno che ho preso la testa fra la mani, gli occhi erano chiusi e protetti, come se il basso fosse l’unica cosa da poter percepire. poi gli occhi si sono aperti, la mani come cuffie fatte di ovatta a proteggere dall’invasione dei rumori. la vista era nitida, così profondamente intensa da registrare. avevo appena sentito il tasto rec ed ero sicuro che fosse quello perchè fa un suono più decisivo. e non l’avevo sentito con le orecchie. era sulla pelle. e per la prima volta, non mi stavo solo spiando. stavo vedendo, inesorabilmente registrando.












