“Io ero uno degli insaziabili, uno di quelli che si siedono vicinissimi allo schermo. Perché ci mettevamo così vicino? Forse era perché volevamo ricevere le immagini per primi, quando erano ancora nuove, ancora fresche. Prima che sfuggissero verso il fondo, scavalcando fila dopo fila, spettatore dopo spettatore. Finché sfinite, ormai usate, grandi come un francobollo, non fossero tornate nella cabina di proiezione. Forse lo schermo era veramente uno schermo: schermava noi, dal mondo.”
The dreamers












