Film bellissimi, interessanti, incredibili.
Accusato di propaganda anti-regime, il regista Jafar Panahi ricorre in appello contro la condanna a sei anni di reclusione e il divieto ventennale di dirigere film. Nell’attesa del verdetto definitivo, Panahi inizia a documentare la propria quotidianità agli arresti domiciliari.
Nonostante le restrizioni dei domiciliari, il regista Jafar Panahi è riuscito a creare un capolavoro di confessione e auto-riflessione, facendolo persino giungere a Cannes. Sovvertendo ogni nozione sul cinema con ingegno, Panahi ha realizzato un esercizio commovente di poesia e giustizia politica.