Film bellissimi, interessanti, incredibili.
In un hotel che si affaccia sull’ampio fiume Mekong, nella Thailandia nord-orientale, convivono i vivi e i morti. Gli avventori si rilassano insieme in veranda, ascoltano o suonano la chitarra e fanno le prove per un film sul rapporto tra una donna vampiresca e sua figlia.
Due anni dopo la Palma d’oro per Uncle Boonmee Who Can Recall His Past Lives, Apichatpong Weerasethakul firmò questo inquietante ibrido di docufiction. Caratterizzato da una tranquillità liminale, il film è un’intensa riflessione folklorica sulla memoria, la perdita e la trascendenza spirituale.