
Dando respiro al cupo e al surreale, il primo lungometraggio di Martín Rejtman dopo uno iato di nove anni affronta la crisi di mezza età con un umorismo olistico. Scenari comici si susseguono con la flessibilità di uno yogi, sorretti dal nucleo rappresentato da Esteban Bigliardi (I delinquenti).