“Essere un attore-bambino è stato una gran rottura di palle! Invidiavo a morte i miei compagni che passavano i pomeriggi a giocare a pallone all’oratorio. Un giorno sì e uno no andavo in taxi con mia madre alla Rai per fare Carosello, Arcobaleno, Tic tac... Poi gli sceneggiati, le commedie in diretta.”